La cavolaia è una farfalla, la cui specie è Pieris brassicae, presente in tutta Italia, isole comprese, dalla pianura alla montagna. Gli adulti hanno un’apertura alare di 50-65 mm e ali superiori bianche, mentre sono i bruchi a danneggiare le colture, nutrendosi di Brassicaceae coltivate e selvatiche e anche di nasturzio.

Cavolaia: chi è e quali piante colpisce

Classificazione e caratteristiche degli adulti

La cavolaia è una specie polivoltina, cioè compie più generazioni nel corso dell’anno, e sverna di norma allo stadio di crisalide. Il suo areale copre l’intera Italia, isole comprese, e la specie è segnalata dalla pianura fino alle zone montane, secondo gdoremi.altervista.org (sito naturalistico sui lepidotteri), di cui le fonti consultate non precisano la data di pubblicazione.

Per riconoscere gli adulti è utile confrontare alcuni caratteri:

CarattereDescrizione
Apertura alare50-65 mm
Colore delle ali superioribianco
Macchie scurele femmine hanno due macchie scure rotondeggianti, assenti nei maschi
Area scura all’apice dell’ala anteriorepiù estesa che in Pieris rapae, specie affine

Brassicaceae ospiti

Le larve della cavolaia si sviluppano su una gamma di Brassicaceae ospiti che include sia le colture dell’orto sia le piante spontanee dei campi e dei margini. Nella pratica, il rischio maggiore riguarda le coltivazioni della stessa famiglia.

GruppoEsempi
Brassicaceae coltivatecavolo, cavolfiore, broccolo, cavolo nero
Brassicaceae selvatichesenape selvatica, ravanello selvatico
Pianta ospite non Brassicaceaenasturzio (Tropaeolum)

Il nasturzio non appartiene alle Brassicaceae, ma i bruchi lo utilizzano come nutrimento. Per questo, quando si scelgono piante da bordura o di copertura vicino alle brassicacee, conviene considerarle come possibili ospiti e non come barriere sicure.

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Cavolaia: chi è e quali piante colpisce

Come riconoscere uova, bruchi e farfalle

La cavolaia si riconosce più facilmente osservando la pagina inferiore delle foglie delle Brassicaceae (cavoli, broccoli, cavolfiori, rape), perché è lì che la femmina depone le uova e che si nascondono i bruchi. Ogni stadio ha caratteristiche visive proprie, che permettono di intervenire al momento giusto senza ricorrere a prodotti di sintesi, vietati in orto biologico.

Il genere di riferimento è Pieris, e la specie trattata in questo articolo è Pieris brassicae.

Le uova

Le uova della cavolaia sono generalmente gialle e vengono deposte in gruppi sulle foglie delle Brassicaceae, di solito sulla pagina inferiore. Controllare regolarmente le foglie, soprattutto quelle più esterne, permette di individuarle prima della schiusa. Controllare regolarmente la pagina inferiore delle foglie più esterne permette di individuarle prima della schiusa.

I bruchi

I bruchi di Pieris brassicae sono di colore verde pallido, punteggiati di nero, con bande gialle sul dorso e sui lati. Il colore verde li rende poco visibili sulle foglie, per cui spesso si notano prima i danni: fori irregolari e foglie parzialmente consumate. Secondo gdoremi.altervista.org, questi bruchi si nutrono di Brassicaceae selvatiche e coltivate.

Per distinguere i bruchi dagli altri stadi, conviene osservare la combinazione di colori: il fondo verde pallido, i punti neri e le bande gialle insieme sono caratteristici. Un bruco di questo tipo, trovato su una brassica, va considerato un segnale di controllo immediato.

Gli adulti

Le farfalle adulte hanno ali superiori bianche e un’apertura alare di 50-65 mm, secondo gdoremi.altervista.org. Il dimorfismo sessuale è un dettaglio utile: le femmine presentano due macchie scure rotondeggianti sulle ali anteriori, assenti nei maschi. Sempre secondo la stessa fonte, l’area scura all’apice dell’ala anteriore è più estesa che in Pieris rapae, ed è questo il principale elemento visivo per distinguere le due specie.

StadioAspettoDove osservarlo
UovoGiallo, deposto in gruppiPagina inferiore delle foglie
BrucoVerde pallido, punteggiato di nero, con bande gialleSu foglie di Brassicaceae e nasturzio
Adulto femminaAli bianche, due macchie scure sulle ali anterioriSui cavoli e nell’area dell’orto
Adulto maschioAli bianche, senza le due macchie scureSui cavoli e nell’area dell’orto

Il riconoscimento precoce dello stadio di uovo e di bruco è il modo più efficace per limitare i danni, perché gli adulti si limitano a deporre le uova e non danneggiano direttamente le piante.

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Quali danni causa la cavolaia sul cavolo?

La cavolaia (Pieris brassicae) danneggia il cavolo soprattutto con la masticazione delle foglie da parte dei bruchi. Il danno si valuta in modo pratico: si stima la superficie fogliare erosa, si controllano le rosure sui margini e si verifica lo stato delle infiorescenze nei broccoli e nei cavolfiori. Le fonti ufficiali consultate non forniscono una percentuale standard di perdita di raccolto per questa specie, quindi la valutazione resta osservativa e va riferita alla situazione del singolo orto.

Erosione fogliare e rosure ai margini

I bruchi erodono il lembo fogliare a partire dai margini e dalle parti più tenere. Il danno fogliare si riconosce da fori irregolari e da bordi festonati. Nelle piante giovani la perdita di lamina riduce l’area disponibile per la fotosintesi e può rallentare lo sviluppo del cespo.

Per una stima semplice:

  • scegliere un gruppo fisso di piante campione, sempre le stesse per tutta la stagione;
  • stimare visivamente la percentuale di foglia mancante su ciascuna pianta.

Nelle fonti consultate non compare una soglia di intervento espressa in percentuale di fogliame.

Danni alle infiorescenze di broccoli e cavolfiori

Nei broccoli e nei cavolfiori il danno più grave riguarda la testa, cioè l’infiorescenza che si raccoglie. I bruchi possono nutrirsi direttamente delle cime, e una testa erosa perde valore commerciale anche quando la pianta ha poche foglie danneggiate. Conviene quindi controllare la testa prima del raccolto, sollevando le foglie di protezione, e scartare subito le parti con segni di erosione.

Organo colpitoSegno osservabileCome valutarlo nell’orto
Lamina fogliareFori irregolari, bordi erosiStima visiva della percentuale di foglia mancante sulle piante campione
Margine fogliareRosure lungo il bordoConteggio delle piante con rosure, annotato per data
Infiorescenza di broccoli e cavolfioriCime eroseIspezione prima del raccolto e scarto delle parti colpite

Soglia di danno economico e valutazione del raccolto

La soglia di danno economico è il livello di danno oltre il quale l’intervento diventa conveniente. Le fonti ufficiali consultate non precisano valori di soglia per la cavolaia, né perdite di resa medie. La prova di campo condotta in Romania nel 2021 su cavolo (Research Journal of Agricultural Science, 2021) misura la mortalità larvale dopo i trattamenti, non la perdita di raccolto, quindi non può essere usata come riferimento per una soglia.

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Per una valutazione pratica a fine stagione:

  • confrontare le teste sane con quelle scartate, a parità di varietà e di periodo di semina;
  • ripetere lo stesso schema di campionamento negli anni successivi.

Prevenzione naturale nell’orto biologico

La cavolaia (Pieris brassicae) si contrasta meglio prima che compaiano le uova, agendo sulle condizioni colturali. Tre pratiche riducono la pressione della specie: ruotare le Brassicaceae su parcelle diverse ogni anno, mantenere l’orto pulito dai residui infestati e dosare con moderazione il concime azotato. Non eliminano la presenza del lepidottero, ma rendono l’orto meno favorevole al suo sviluppo. Le fonti consultate non indicano percentuali di riduzione ottenute con questi metodi.

Rotazione delle Brassicaceae

Coltivare cavoli, broccoli o cavolfiori sempre nello stesso punto dell’orto favorisce l’accumulo di larve e crisalidi. Spostare la coltura su una parcella diversa ogni anno interrompe questo ciclo.

La rotazione va pensata per tutto l’anno di coltivazione. Le fonti consultate non precisano la durata minima della rotazione: scegliere parcelle diverse ogni anno resta il principio di base.

Igiene dell’orto

Dopo il raccolto, eliminare foglie, torsoli e piante infestate.

Concimazione azotata moderata

Un eccesso di azoto produce tessuti vegetali teneri, più appetibili per i bruchi. Dosare il concime con misura, preferendo fonti organiche come il compost maturo, aiuta a mantenere piante più robuste. Le fonti consultate non forniscono dosi precise: occorre adattarle alla fertilità del suolo e alla coltura.

PraticaGesto concretoPerché
RotazioneCambiare parcella ogni annoLe larve si nutrono di Brassicaceae coltivate e selvatiche
IgieneRimuovere i residui infestati dopo il raccoltoLa specie sverna come crisalide
ConcimazioneDosi azotate moderate, con compost maturoEvitare crescite tenere

Limite della prevenzione

Quando la presenza di larve è già alta, la prevenzione da sola non basta. In una prova di campo del 2021 su cavolo in Romania, il formulato a base di Bacillus thuringiensis ceppo ABTS-351 ha causato il 67% di mortalità larvale a 3 giorni dal trattamento, ma l’efficacia è poi diminuita (Research Journal of Agricultural Science, Univ. of Life Sciences “King Mihai I” di Timișoara, 2021). Il Bt è un prodotto di origine biologica, ma l’ammissione in agricoltura biologica va verificata sull’etichetta del singolo formulato.

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Reti anti-insetto e raccolta manuale

Le reti a maglia fine e la raccolta manuale sono due metodi di controllo diretto della cavolaia (Pieris brassicae) compatibili con l’orto biologico. La rete agisce in modo preventivo, perché impedisce alle femmine adulte di deporre le uova sulle Brassicaceae. La raccolta a mano interviene sulle larve già presenti. Nessuno dei due metodi sostituisce l’osservazione regolare delle piante: vanno combinati e ripetuti per tutta la stagione.

Maglia fine e installazione sigillata

  • Scegliere una rete abbastanza fitta da non lasciare passare le farfalle adulte.
  • Coprire la coltura subito dopo il trapianto o la semina, prima che le prime femmine compaiano in volo.
  • Fissare la rete con picchetti, pietre o mattoni lungo tutto il perimetro, senza fessure ai bordi, perché le farfalle possono entrare dal basso.
  • Sollevare la rete con archetti o tutori, in modo che non poggi sulle foglie e lasci spazio alla crescita.
  • Controllare la tenuta dopo vento o pioggia forte e riparare subito eventuali strappi.

Raccolta manuale di uova e piccoli bruchi

I bruchi si nutrono di Brassicaceae selvatiche e coltivate, quindi conviene ispezionare anche le piante vicine alle colture.

Controllare le foglie con regolarità, soprattutto la pagina inferiore, dove si trovano uova e bruchi, ma anche quella superiore, e rimuovere a mano uova e bruchi. Raccogliere gli esemplari il prima possibile, quando sono ancora piccoli e poco mobili, è più semplice che intervenire su una colonia numerosa. Indossare dei guanti aiuta a lavorare con più sicurezza e comodità.

Smaltimento sicuro dei bruchi raccolti

  • Mettere i bruchi raccolti in un contenitore chiuso.
  • Smaltirli secondo le abitudini del proprio orto e le regole locali di gestione dei rifiuti.
  • Eliminare anche le crisalidi trovate su muri, assi o residui di coltura.

Reti anti-insetto e raccolta manuale

Come si usa il Bacillus thuringiensis contro i bruchi?

Il Bacillus thuringiensis (Bt) è un prodotto biologico usato contro i bruchi della cavolaia (Pieris brassicae), ma i dati disponibili indicano un’efficacia che diminuisce nel tempo. Per usarlo correttamente nell’orto bisogna valutare i risultati dopo il trattamento e verificare che il prodotto sia ammesso in agricoltura biologica.

Dosaggio e preparazione

  • Il dosaggio dipende dal formulato commerciale scelto. Va seguito quanto indicato sull’etichetta, che riporta anche le modalità di impiego.
  • Le fonti consultate non indicano una dose valida per tutti i prodotti, quindi non è possibile dare un valore generale.
  • La concentrazione del formulato, espressa come quantità di principio attivo per chilogrammo di prodotto, non coincide con la quantità da distribuire. Nella prova descritta sotto il formulato conteneva 540 g/kg di Bt ceppo ABTS-351.

Risultati della prova di campo

Una prova di campo condotta nel 2021 su cavolo a Belinț, in Romania, ha confrontato il Bt con due insetticidi di sintesi (Research Journal of Agricultural Science, Univ. of Life Sciences “King Mihai I”, Timișoara, 2021).

TrattamentoTipoAmmesso in biologicoRisultato riportato sulle larve
Bt ceppo ABTS-351 (540 g/kg)BiologicoDa verificare sull’etichetta67% di mortalità a 3 giorni; efficacia in calo nelle valutazioni successive
DeltametrinaSinteticoNoRiduzione delle larve superiore a quella del Bt
CiantraniliproleSinteticoNoRiduzione delle larve superiore a quella del Bt

Limiti da considerare

  • Calo di efficacia: il 67% di mortalità è riferito a 3 giorni dal trattamento. Le fonti consultate non precisano dopo quanto tempo l’effetto si riduca, quindi conviene controllare di nuovo le colonie dopo il trattamento.
  • Indicazioni dell’etichetta: frequenza e numero di ripetizioni dipendono dal prodotto. Verificate sull’etichetta che il formulato riporti l’uso in agricoltura biologica.
  • Nessuna alternativa di sintesi: in orto biologico non si ricorre a insetticidi di sintesi per recuperare l’efficacia del Bt.

Nemici naturali e piante compagne

Il contenimento biologico della cavolaia (Pieris brassicae) si appoggia agli equilibri naturali dell’orto: parassitoidi che attaccano le larve, uccelli insettivori che frequentano i bordi e piante aromatiche da inserire come compagne. Le fonti consultate non documentano l’efficacia misurata di questi metodi contro la cavolaia, quindi le indicazioni seguenti sono gesti pratici da verificare nel proprio orto, non soluzioni garantite.

Parassitoidi delle larve

Tra i nemici naturali delle larve di cavolaia figura l’imenottero parassitoide Cotesia glomerata, che sviluppa le sue larve all’interno del bruco. Le fonti consultate non precisano tassi di parassitizzazione né periodi di massima presenza in Italia, che variano con la regione e l’annata.

Il gesto più utile è preservare questa fauna utile:

  • evitare insetticidi a largo spettro, che colpiscono anche gli insetti utili;
  • mantenere una diversità di fioriture, così da offrire nettare agli adulti dei parassitoidi.

Uccelli insettivori nei bordi

I bordi dell’orto sono il luogo dove gli uccelli insettivori cercano posatoi e rifugio. Le fonti consultate non forniscono dati quantitativi sul loro effetto sulle popolazioni di cavolaia.

Per favorirli si può:

  • piantare una siepe o una fascia di arbusti lungo il perimetro;
  • lasciare una parte di vegetazione spontanea ai margini;
  • non trattare con insetticidi le piante di bordo.

Piante compagne aromatiche

Timo e menta sono piante aromatiche spesso inserite nell’orto come compagne. Le fonti consultate non documentano però alcun effetto repellente sulla cavolaia, quindi il loro ruolo resta una scelta di biodiversità più che un metodo di difesa dimostrato. La menta tende a diffondersi rapidamente: conviene coltivarla in vaso interrato.

ApproccioCosa dicono le fonti consultateGesto pratico
Parassitoidi (Cotesia glomerata)Attaccano le larve; efficacia non quantificataEvitare insetticidi a largo spettro
Uccelli insettivoriNessun dato quantitativo disponibileSiepi e arbusti ai bordi
Timo e mentaNessun effetto documentato sulla cavolaiaTimo ai bordi, menta in vaso

Quando intervenire durante l’anno?

La presenza della cavolaia (Pieris brassicae) nell’orto segue il ritmo delle sue generazioni. Il momento giusto per intervenire va quindi stabilito osservando l’orto con regolarità, perché le date di comparsa variano con la zona e l’andamento stagionale. Le fonti consultate non precisano il numero di generazioni annuali né le date esatte dei picchi di volo.

Generazioni annuali e picchi di volo

Ogni generazione attraversa gli stadi di uovo, bruco, crisalide e adulto. Gli adulti sono attivi nella bella stagione, e ogni nuova ondata di farfalle segnala che la generazione successiva di bruchi può arrivare sulle Brassicaceae.

  • Picco primaverile: le farfalle compaiono dopo l’uscita dallo svernamento e si spostano sulle colture di cavolo.
  • Picchi estivi: le generazioni successive si sovrappongono, quindi la presenza di bruchi di età diverse sulla stessa pianta è normale.

Svernamento delle crisalidi e ripresa primaverile

La popolazione dell’anno successivo parte da individui fermi in attesa, e la ripresa avviene in primavera, quando le farfalle ricompaiono. Il controllo primaverile dell’orto serve quindi a individuare i primi adulti e le prime uova prima che la popolazione cresca. Le fonti consultate non indicano le date di sfarfallamento, che dipendono dal clima locale: vanno valutate osservando l’andamento della stagione nella propria zona.

Monitoraggio settimanale dalla primavera all’autunno

Un controllo a cadenza settimanale permette di cogliere l’arrivo di ogni generazione. Il sopralluogo richiede pochi minuti e consiste nel verificare le piante di cavolo e le altre Brassicaceae.

PeriodoCosa osservareIndicazione di intervento
PrimaveraPrimi adulti in volo sull’ortoVerificare subito le piante appena trapiantate
Inizio estateBruchi in crescita sulle BrassicaceaeIspezionare tutte le Brassicaceae dell’orto
EstateAdulti e bruchi di età diverse sulla stessa piantaRipetere il controllo ogni settimana, perché le generazioni si sovrappongono
AutunnoPresenza residua di adulti e bruchiContinuare il monitoraggio fino a fine stagione

Domande frequenti

Come riconoscere la cavolaia nell’orto?

Gli adulti hanno ali superiori bianche e un’apertura alare di 50-65 mm, e le femmine si distinguono per due macchie scure rotondeggianti che nei maschi mancano. I bruchi sono verde pallido, punteggiati di nero, con bande gialle sul dorso e sui lati.

Quali alternative biologiche ai prodotti di sintesi sono efficaci?

In una prova di campo del 2021 su cavolo in Romania, un formulato a base di Bacillus thuringiensis ceppo ABTS-351 (540 g/kg) ha causato il 67% di mortalità larvale a 3 giorni, ma l’efficacia è calata nelle valutazioni successive (Research Journal of Agricultural Science, 2021). Deltametrina e ciantraniliprole hanno ridotto le larve in misura maggiore, però sono insetticidi di sintesi e non sono ammessi in orto biologico. Le fonti consultate non precisano le dosi di impiego in pieno campo.

Quali piante devo proteggere con più attenzione?

Il rischio maggiore riguarda le Brassicaceae coltivate come cavolo, cavolfiore, broccolo e cavolo nero. Anche la senape selvatica, il ravanello selvatico e il nasturzio sono piante ospiti, quindi conviene controllarle anche nei margini e nelle aree incolte vicine all’orto.