Che cos’è il bokashi
Il principio che distingue il bokashi dal compostaggio tradizionale è la fermentazione anaerobica, cioè un processo che avviene in assenza di aria. Nel compostaggio classico la materia organica si decompone in presenza di ossigeno, grazie a organismi che la trasformano progressivamente. Il bokashi segue un percorso diverso: il secchio è ermetico e sono i microrganismi a stabilizzare gli scarti, senza che la massa si degradi nel modo tipico del cumulo di compost.
Le due vie biologiche si distinguono così:
- Fermentazione anaerobica (bokashi): avviene in un contenitore chiuso, con microrganismi che conservano lo scarto.
- Decomposizione aerobica (compost tradizionale): avviene in presenza d’aria, con una trasformazione graduale della materia.
Il metodo nasce in Giappone e si è diffuso nel compostaggio domestico come alternativa per chi dispone di poco spazio o vuole trattare scarti che il compost tradizionale gestisce con difficoltà. Secondo GreenMe.it (2022), il bokashi si adatta in particolare agli scarti di cucina, compresi quelli cotti, che vengono aggiunti al secchio a strati alternati con il bokashi stesso.
Il ruolo dei microrganismi dipende dall’inoculo. Lo starter fai-da-te descritto da GreenMe.it (2022) combina una cucchiaiata di melassa e una di EM-1 (microrganismi effettivi) sciolte in acqua tiepida, versate su crusca di frumento. Questa miscela viene chiusa in un contenitore ermetico in un luogo caldo per 2-3 settimane. È questo inoculo a introdurre i microrganismi che, una volta nel secchio, colonizzano gli scarti e ne impediscono la putrefazione.

Cosa serve per il bokashi in casa
Prima di iniziare conviene preparare un piccolo set di attrezzi e ingredienti, perché la fermentazione richiede contenitori chiusi e materiali sempre disponibili.
| Materiale | Funzione nella preparazione |
|---|---|
| Secchio ermetico con rubinetto di drenaggio | Raccoglie gli scarti alternati al bokashi e permette di far defluire il liquido in eccesso |
| Crusca di frumento | Base su cui si sviluppa lo starter fermentativo |
| Melassa | Ingrediente base dello starter, da sciogliere in acqua tiepida |
| EM-1 | Microrganismi che avviano la fermentazione, aggiunti allo starter |
| Contenitore ermetico | Ospita la crusca durante la fase di preparazione dello starter |
La crusca va trattata come base dello starter: melassa ed EM-1 vengono diluiti e versati sulla crusca, che poi viene chiusa in un contenitore ermetico in un luogo caldo.
Per la posizione, conviene scegliere un locale coperto e riparato dalla pioggia, perché l’acqua può alterare l’equilibrio della fermentazione nel secchio.
Per il liquido che si forma nel secchio, la fonte indica che può essere usato come fertilizzante per le piante (GreenMe.it, Marcella La Cioppa, 2022-02-26).
Come si prepara la crusca fermentata?
La crusca fermentata è lo starter del bokashi fai-da-te: si ottiene inoculando crusca di frumento con microrganismi e uno zucchero semplice, poi lasciando il composto a fermentare in un contenitore chiuso. La crusca deve restare chiusa e non esposta all’aria durante l’incubazione. Secondo GreenMe.it (Marcella La Cioppa, 2022), la preparazione richiede pochi ingredienti e nessuna attrezzatura particolare.
Dosi e ingredienti
| Ingrediente | Quantità | Funzione nella miscela |
|---|---|---|
| Crusca di frumento | 500 g | Supporto solido su cui si sviluppa la fermentazione |
| Melassa | 1 cucchiaio | Sciolta nell’acqua, alimenta i microrganismi |
| Acqua tiepida | 250 ml | Veicolo per melassa ed EM-1 |
| EM-1 | 1 cucchiaio | Inoculo di microrganismi |
Miscelazione passo per passo
- Sciogliere 1 cucchiaio di melassa in 250 ml di acqua tiepida.
- Aggiungere 1 cucchiaio di EM-1 alla soluzione e mescolare.
- Versare il liquido sui 500 g di crusca, mescolando fino a ottenere un composto umido ma non bagnato.
Incubazione ermetica
Trasferire il composto in un contenitore ermetico e collocarlo in un luogo caldo per 2-3 settimane. La chiusura ermetica è il passaggio che garantisce la fermentazione durante questo periodo. Le fonti consultate non precisano la temperatura ideale del luogo caldo, quindi conviene scegliere un ambiente riparato e stabile, lontano da sbalzi termici.
Asciugatura
Al termine dell’incubazione, far asciugare la crusca lontano dal sole diretto, distribuendola in uno strato sottile su una superficie pulita. Le fonti consultate non precisano la durata dell’asciugatura, quindi la valutazione si fa a vista e al tatto. Una volta asciutta, la crusca fermentata è pronta per essere impiegata nel secchio di fermentazione.
Come riempire il secchio passo passo
Il riempimento del secchio è la fase in cui si costruisce la massa che fermenterà. Secondo GreenMe.it (2022), il metodo prevede di alternare strati di scarti e di bokashi, in modo che ogni nuova aggiunta di scarti entri in contatto con materiale già inoculato. Il bokashi serve a far fermentare lo scarto, non a farlo decomporre, quindi il contenitore deve restare in ambiente chiuso e ogni gesto di carico si conclude con la chiusura ermetica del coperchio.
La sequenza operativa è la seguente:
| Fase | Gesto | Obiettivo |
|---|---|---|
| 1. Primo strato | Disporre sul fondo uno strato di scarti di cucina, anche cotti, pressandoli leggermente con le mani | Creare la base della massa da fermentare |
| 2. Strato di bokashi | Cospargere sopra lo scarto il bokashi compattato, coprendolo per intero | Inoculare i microrganismi sullo scarto appena aggiunto |
| 3. Ripetizione | Alternare nuovi strati di scarti e di bokashi fino a riempire il secchio | Mantenere la stratificazione alternata |
| 4. Chiusura | Premere leggermente la superficie e chiudere il coperchio a tenuta | Preservare l’ambiente chiuso necessario alla fermentazione |
| 5. Drenaggio | Aprire il rubinetto e far defluire il liquido in eccesso | Evitare ristagni sul fondo del secchio |
Il bokashi va compattato a ogni strato. Premerlo con un oggetto pulito o con il palmo della mano elimina le sacche d’aria tra gli scarti e il materiale inoculato. Una massa compatta fermenta in modo più uniforme rispetto a una massa soffice, perché i microrganismi restano a contatto con lo scarto.
Lo svuotamento del liquido va eseguito periodicamente, senza attendere che il secchio sia pieno. Il liquido si forma sul fondo durante la fermentazione e, se non viene fatto defluire, può ristagnare e rallentare il processo. Il rubinetto si apre con il contenitore chiuso, si raccoglie il liquido in un recipiente e si richiude subito.
Le variazioni legate alla stagione e alla temperatura del luogo in cui si tiene il secchio incidono sulla velocità di fermentazione. Le fonti consultate non indicano intervalli precisi per lo svuotamento, quindi conviene osservare il livello del liquido nel fondo e adattare la frequenza di drenaggio alle proprie condizioni domestiche.
Cosa si può mettere e cosa evitare?
Nel secchio possono entrare sia i residui crudi sia gli avanzi di cucina cotti, come indica la fonte.
Per distinguere cosa conferire e cosa tenere fuori, si può ragionare per categorie:
| Categoria | Esempi | Indicazione |
|---|---|---|
| Scarti di cucina crudi | bucce, torsoli, residui di verdura e frutta | Compatibili |
| Scarti di cucina cotti o avanzati | verdure cotte, avanzi di pasta o riso | Compatibili, come indicato dalla fonte |
| Carne, pesce e latticini | avanzi di carne, lische di pesce, formaggi, yogurt, burro | Da evitare |
| Plastica, metalli, vetro e altri materiali non organici | involucri, contenitori, posate, tappi | Esclusi |
Carne, pesce e latticini non rientrano nel contenuto di scarti indicato dalla fonte consultata, e per prassi comune nel bokashi si tengono fuori dal secchio. Le fonti consultate non precisano nel dettaglio le ragioni di questa esclusione, quindi conviene attenersi alla regola senza eccezioni.
Prima di riempire il secchio, è utile:
- separare gli scarti organici dagli imballaggi e dagli oggetti non organici;
- tagliare o sminuzzare i pezzi più grandi, così il materiale entra meglio in contatto con la crusca;
- evitare di mescolare nel secchio alimenti di origine animale insieme agli scarti vegetali.

Come usare il liquido
Il liquido che si forma nel secchio bokashi si usa come fertilizzante per le piante, come indica GreenMe.it (Marcella La Cioppa, 2022). Va impiegato diluito in acqua e distribuito alle colture, mentre il fermentato solido segue un altro uso, descritto più avanti nell’articolo. Le fonti ufficiali consultate non precisano un rapporto di diluizione né una frequenza di somministrazione, quindi le indicazioni seguenti descrivono il metodo e vanno adattate al proprio orto.
Diluizione prima dell’irrigazione
Il liquido va sempre diluito in acqua prima di essere distribuito. Il procedimento è questo:
- raccogli il liquido dal rubinetto del secchio, che si apre per far defluire l’eccesso;
- versalo in un annaffiatoio o in un secchio pulito, aggiungendo abbondante acqua;
- mescola bene, in modo che il liquido si distribuisca in modo uniforme;
- annaffia il terreno alla base delle piante, evitando di bagnare le foglie.
Questa diluizione permette di usare il liquido come concime liquido nell’irrigazione ordinaria, senza sostituire l’acqua di cui le colture hanno bisogno.
Frequenza di somministrazione sulle colture orticole
Le fonti consultate non indicano intervalli precisi. Il criterio pratico è somministrare il liquido diluito a intervalli regolari durante il periodo di crescita delle colture, osservandone lo stato di salute. Il liquido può essere usato su ortaggi da frutto come zucchine o pomodori, oppure sulle colture a foglia, sempre diluito. Il liquido resta una soluzione alternativa ai concimi chimici liquidi di sintesi, con il vantaggio di derivare dagli scarti di cucina.
Conservazione del liquido prima dell’impiego
Le fonti consultate non precisano tempi né modalità di conservazione del liquido. Il buon senso suggerisce di usarlo di frequente, senza accumularlo a lungo. Conviene conservarlo in un contenitore chiuso e pulito, separato dalle sostanze chimiche, e raccoglierlo con regolarità dal secchio, così da avere sempre liquido fresco a disposizione.
Cosa fare del fermentato nell’orto
Il fermentato solido del bokashi si usa come ammendante per il terreno dell’orto. Secondo GreenMe.it (Marcella La Cioppa, 2022), il prodotto finito può essere sparso in giardino oppure mescolato al terreno.
Metodi di distribuzione
| Metodo | Gesto | Riferimento |
|---|---|---|
| Spargimento in superficie | Distribuire il materiale sul suolo, senza interrarlo | Prodotto finito sparso in giardino (GreenMe.it, 2022) |
| Mescolamento al terreno | Interrare il materiale nello strato superficiale del suolo | Prodotto mescolato al terreno (GreenMe.it, 2022) |
| Pacciamatura con materiale asciutto | Stendere uno strato di fermentato asciutto sulla superficie | Fermentato già asciutto (GreenMe.it, 2022) |
Lo spargimento è il metodo più semplice. Il mescolamento favorisce il contatto del materiale con il suolo e permette di integrarlo nello strato lavorato. Entrambi i metodi partono dal fermentato già asciutto, quindi conviene verificare questo punto prima di iniziare.
Tempi di attesa prima della semina o del trapianto
Le fonti consultate non precisano un tempo minimo di attesa tra l’interramento del fermentato e la semina o il trapianto. In pratica, è prudente lasciare che il materiale si integri nel suolo prima di seminare o trapiantare. Il controllo va fatto a vista e al tatto: il materiale deve risultare omogeneo con la terra circostante, senza grumi umidi o residui riconoscibili. Se il suolo appare ancora disomogeneo, conviene aspettare e rimandare la semina.
Pacciamatura con fermentato solido asciutto
Il fermentato solido asciutto può essere steso anche come pacciamatura sulla superficie del suolo, attorno alle piante già radicate. Le fonti consultate non indicano uno spessore preciso. Conviene quindi stendere uno strato sottile e uniforme, controllando che il materiale resti asciutto, perché l’umidità eccessiva favorisce la formazione di condizioni poco adatte alle radici.
Errori comuni
Nella pratica del bokashi i problemi più frequenti riguardano tre aspetti: muffe o odori putridi durante la fermentazione, quantità eccessive di fermentato sparse nel terreno e una chiusura del secchio non corretta. Un fermentato dall’odore acidulo, simile all’aceto, è coerente con il processo. Un odore putrido, invece, indica che qualcosa non sta funzionando e va verificato subito.
Muffe, marciume o odore putrido
Quando compaiono muffe, marciume o un odore putrido, la prima verifica riguarda il coperchio. Il bokashi richiede un contenitore ermetico, perché un coperchio che non chiude bene lascia entrare aria e umidità, condizioni che favoriscono i microrganismi indesiderati. Controllare la guarnizione e richiudere con cura dopo ogni aggiunta di scarti è il primo gesto correttivo.
Il secondo controllo riguarda il materiale inserito. Gli scarti vanno alternati al bokashi e il liquido in eccesso deve poter defluire. Se la massa è rimasta zuppa, il rischio di marciume aumenta. Se la parte ammuffita è localizzata, conviene rimuoverla senza mescolarla al resto del contenuto, poi proseguire con il normale ciclo di fermentazione.
Fermentato sparso in quantità eccessive
Una dose troppo abbondante, lasciata in superficie, forma uno strato che non si integra con il suolo e può attirare insetti. La correzione più semplice è distribuire il materiale in piccole quantità, incorporandolo nello strato superficiale del terreno e coprendolo subito con materiale del giardino. Lavorare la terra dopo lo spargimento aiuta a integrare il fermentato nel suolo.
Chiusura non corretta e attrazione di insetti
Un secchio con coperchio mal chiuso, o un fermentato lasciato scoperto, attira insetti. Per evitarlo bisogna verificare che il coperchio sia ben serrato dopo ogni operazione, conservare il secchio in un luogo riparato e non lasciare il fermentato all’aperto prima dell’interramento. Sono gesti semplici, facili da controllare a ogni utilizzo.
Domande frequenti
Quali scarti posso mettere nel secchio bokashi?
Nel secchio si possono conferire gli scarti di cucina, anche quelli cotti, che vanno inseriti a strati alternati con il bokashi (secondo GreenMe.it, 2022). Il liquido che si accumula sul fondo va fatto defluire regolarmente.
Come preparo lo starter bokashi fai-da-te?
Si sciolgono un cucchiaio di melassa e un cucchiaio di EM-1 in 250 ml di acqua tiepida, poi si versa il tutto su 500 g di crusca di frumento, fino a ottenere una miscela umida ma non bagnata. La crusca va chiusa in un contenitore ermetico in un luogo caldo per 2-3 settimane, poi fatta asciugare lontano dal sole diretto (GreenMe.it, 2022).
Cosa si fa del liquido e del materiale fermentato?
Il liquido prodotto nel secchio si usa come fertilizzante per le piante, mentre il fermentato finito può essere sparso in giardino o mescolato al terreno (GreenMe.it, 2022). Le fonti consultate non precisano le diluizioni del liquido né i tempi di maturazione del fermentato prima dell’uso.